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LIBANO
Informazioni generali
di viaggio
Attività
Il Libano offre favolose opportunità di fare trekking nelle montagne e nelle
gole. Di solito, c'è una distanza relativamente breve tra i villaggi, ragion per
cui potete programmare senza problemi delle tappe per dormire, se è questo il
tipo di escursionismo che preferite. In Libano ci sono sei importanti località
sciistiche con piste di vari gradi di difficoltà e con la possibilità di
noleggiare l'attrezzatura a prezzi ragionevoli.
Non ci sono molte spiagge sabbiose lungo la costa, ma ci sono scogli o
piattaforme artificiali da cui tuffarsi costruite sui moli. Spiagge sabbiose se
ne trovano molto a sud, sotto Tiro. Ce n'è di piacevoli vicino a Biblo e a
Chekka, nei pressi di Tripoli. Le località balneari con scogli spesso hanno dei
buoni posti dove fare immersioni; anche lo sci d'acqua, il windsurf e la vela
sono molto popolari.
Quando andare
Per gli amanti della tintarella, il periodo migliore per andare in Libano è la
stagione estiva, che va da giugno a metà settembre, allorquando il clima è molto
caldo e secco, sebbene sia molto umido lungo la costa. Molti saranno sorpresi di
sapere che il Libano sta diventando sempre più un'ambita destinazione per gli
sport invernali perché ci sono numerose località sciistiche dove la stagione
dura da dicembre a maggio. Nel mese di maggio il clima sulla costa è caldo
abbastanza per fare un bagno in mare e il paese è tappezzato di fiori. Se avete
fortuna, potete farvi le ultime sciate della stagione, prendere il sole sulla
spiaggia e godervi i fiori multicolori. Anche l'autunno è pittoresco: ottobre
non conosce il caldo opprimente dell'estate e favorisce una visita del paese con
una clima piacevole.
Beirut
Conosciuta in passato come la Parigi del Medio Oriente, Beirut ha molto sofferto
i 17 anni di guerra. La città non si è ancora veramente ripresa dai
bombardamenti e dall'afflusso di rifugiati, cosicché la distruzione, la
ricostruzione, il sovraffollamento e il caos sono spesso uno shock per i nuovi
arrivati. Situata proprio nel mezzo della costa mediterranea del Libano, Beirut
è una città ricca di contraddizioni: una raffinata architettura coesiste con
rozzi edifici di calcestruzzo, le case tradizionali con i loro bei giardini
odorosi di gelsomino sono soppiantate dagli edifici moderni, vecchie stradine
tortuose sboccano in ampi viali e le nuove automobili appariscenti rivaleggiano
con i carretti dei venditori ambulanti. Sebbene non ci sia più molto da vedere
da queste parti, Beirut è tuttora una città palpitante, piena di vita e di
fascino.
Nella zona di Hamra, nel nord-ovest della città, sono concentrate buona parte
delle banche, degli alberghi, dei ristoranti, dei caffè e l'ufficio postale. È
anche un posto ideale dove passeggiare guardando le vetrine dei negozi e
assorbire l'atmosfera del luogo. A nord di Hamra, l'Università Americana di
Beirut ospita un piccolo museo di archeologia (non è così solenne come il Museo
Nazionale, ma questo è ancora in fase di ricostruzione), la cui collezione di
statuette fenice è particolarmente interessante. Il Museo Sursock, nella parte
orientale della città, è ospitato in una splendida villa del XIX secolo che trae
ispirazione dalle ville italiane del Rinascimento. Anche l'interno è degno
d'attenzione: sono esposti argenti turchi, icone, opere realizzate da artisti
libanesi contemporanei e una piccola, ma interessante biblioteca.
Una visita nel quartiere Downtown vi darà un'idea esauriente di quel che ha
dovuto passare la città durante la guerra. Parti della zona sono state
restaurate, altre sono state rase al suolo dai bulldozer e altre ancora
costituiscono uno scenario apocalittico di cenere e distruzione. Il centro di
Downtown, Place des Martyrs, è stato quasi completamente raso al suolo: solo la
toccante Statua dei Martiri si erge ancora nella piazza, insieme a un enorme
tabellone che mostra quel che si prevede di fare nella zona. La Grande Moschea è
uno dei pochi edifici storici ancora in piedi: costruita in epoca bizantina come
chiesa dei crociati, è stata trasformata in una moschea nel 1291.
Gli Scogli del Piccione sono l'attrattiva naturale più famosa di Beirut. Queste
rocce a forma di arco al largo della costa sono un delizioso complemento alle
scenografiche scogliere di Beirut: la gente del posto ha l'abitudine di riunirsi
qui per ammirare il tramonto e per scappare dal rumoroso traffico cittadino. È
un piacere passeggiare lungo la Corniche, la strada di Beirut che corre lungo la
costa, e respirare a pieni polmoni l'aria del mare, fermarsi a bere un caffè
servito sul retro di un furgone o assaggiare i prodotti della terra proposti dai
numerosi venditori ambulanti che girano con i loro carretti.
Biblo
L'antica Biblo, che si trova circa 40 km a nord di Beirut, sulla costa, è una
delle città che sono state ininterrottamente abitate nel corso dei secoli. Biblo
era già abitata 7000 anni fa, durante il periodo Neolitico. Nel terzo millennio
a.C. divenne il più importante porto commerciale della zona, da dove partivano
carichi di legno di cedro e olio destinati all'Egitto. È stato il principale
centro fenicio fino al X secolo a.C.: qui si sviluppò l'alfabeto lineare,
precursore dei moderni alfabeti. Invasa dai Persiani, da Alessandro Magno, dai
Romani, dai Bizantini e dagli Arabi, Biblo cadde nell'oblio dopo essere stata
presa e poi abbandonata dai crociati.
Prima della guerra civile Biblo era una tappa obbligatoria nel circuito del
jet-set. Ora, fortunatamente, lo storico porto e la pittoresca città vecchia non
sono andati distrutti. Alle rovine si accede, a sud della città vecchia,
attraverso i resti del Castello dei Crociati, che domina i bastioni medievali
della città. Ci sono resti di capanne risalenti al V millennio a.C., il tempio
di Baalat Gebal del 2800 a.C., un tempio a forma di L del 2700 a.C., due tombe
reali e un tempio dell'inizio del II millennio a.C., e un anfiteatro di epoca
romana.
Tra le altre cose da visitare a Biblo c'è il Museo delle Cere, che ritrae la
storia e la cultura del Libano in una serie di quadri plastici piuttosto
bizzarri e che talvolta fanno rabbrividire. Nei pressi troviamo la Chiesa di S.
Giovanni Battista, costruita dai crociati. Il souk (mercato) locale è vivace e
la spiaggia è splendida, con alcune rovine sottomarine. A Biblo ci sono solo un
paio di alberghi, ma è pieno di locali dove andare a mangiare.
Tripoli
Tripoli, 86 km a nord di Beirut, è la seconda città in ordine di grandezza del
Libano, oltre a essere il porto e il centro commerciale principale del Libano
settentrionale. Sebbene sia più moderna del resto del Libano, le attrattive di
Tripoli sono la storia medievale e l'architettura dei mamelucchi. È
sopravvissuta alla guerra civile meglio della maggior parte delle altre città
libanesi e serba intatto il suo fascino arabo con quei suoi vicoli stretti, i 'souk',
il lento procedere del tempo e la cordialità della gente. Tripoli è anche famosa
per essere la 'dolce capitale' del Libano: ogni visita sarebbe incompleta senza
una puntatina a uno dei negozi di dolci gustosamente appiccicosi.
La città è suddivisa in due settori principali: Al-Mina, la zona del porto che
si protende sul mare, e la città vera e propria. Il centro corrisponde a Sahet
et-Tall, una grande piazza dove troverete la stazione degli autobus e posti dove
andare a dormire e a mangiare. La Città vecchia si estende a est ed è un
labirinto di vicoli stretti, 'souk' colorati, 'hammam' (bagni turchi), 'khan'
(caravanserragli), moschee e scuole di teologia. È una zona vivace dove gli
artigiani continuano a lavorare come facevano fin dal XIV secolo. È anche la
patria della favolosa architettura mamelucca, compresa la Moschea Taynal del XIV
secolo, la Al-Qartawiya Madrassa e l'intricata 'mihrab' (nicchia della
preghiera) della Moschea e Madrassa Al-Burtasiya.
Originariamente costruita nel 1103 dai crociati, la Cittadella di Raymond de
Saint-Gilles domina la città con le sue torri; gravemente danneggiata da un
incendio nel XIII secolo, parzialmente ricostruita nel XIV secolo, da allora è
stata modificata molte volte, ma è tuttora un monumento imponente. In Al-Mina
vale la pena di cercare la Torre del Leone, l'unico esempio sopravvissuto di un
gruppo di strutture costruite dai mamelucchi per difendere la città.
Tiro
L'antica Tiro, sulla costa meridionale del Libano, fu fondata dai Fenici nel III
millennio a.C. Originariamente consisteva in un insediamento sulla terraferma e
di una città su un'isola, ma queste due strutture furono poi riunite nel IV
secolo a.C. da una strada rialzata che trasformò l'isola in una penisola. Ai
tempi dei Fenici era famosa per le tinture color rosso porpora e la lavorazione
del vetro; oggi è conosciuta e apprezzata per le rovine romane.
La zona vecchia di Tiro si trova sulla penisola, mentre la città moderna sulla
terraferma. Più a sud si giunge al sito archeologico di All-Bass, dove si
trovano i resti più impressionanti di Tiro, tra i quali spicca una strada ben
conservata che passa attraverso un'arcata monumentale. Da una parte la strada è
costeggiata dalle tracce di un antico acquedotto, mentre da entrambi i lati ci
sono centinaia di sarcofagi di pietra e marmo riccamente decorati e scolpiti.
L'ippodromo, costruito nel II secolo d.C., era uno dei più grandi del periodo
romano e poteva ospitare fino a 20.000 persone; al suo interno, ogni estate si
svolge un festival.
Tiro si trova a soli 20 km dal confine israeliano, e durante i periodi di
tensione la zona circostante è particolarmente colpita dall'artiglieria
israeliana. È saggio evitare la zona quando la tensione è alta; in altri
momenti, una visita alla città è considerata sicura.
Baalbek
Baalbek, 86 km a nord-est di Beirut, originariamente dedicata al dio Baal
(adorato dai Fenici), da cui prese il nome, in seguito fu chiamata Heliopolis
(Città del Sole) dai Greci; più tardi i Romani ne fecero un centro di culto del
dio Giove. Durante l'epoca romana, Baalbek era la città principale della Siria.
In tempi più recenti, i fondamentalisti islamici hezbollah, di tendenze
marcatamente anti-occidentali, ne avevano fatto il proprio quartier generale,
Baalbek è stata finalmente riaperta ai turisti solo un paio di anni fa. La città
moderna è molto piccola, ma le rovine romane che si trovano qui formano
probabilmente il più interessante sito archeologico del paese.
L'acropoli di Baalbek è una delle più grandi del mondo. Il complesso è lungo
circa 300 m e ha due templi con portici, due cortili e un recinto sacro
costruito durante il periodo di dominazione araba. Il Tempio di Giove,
completato intorno al 60 d.C., è situato su un alto basamento in cima a una
scalinata monumentale; rimangono solo sei delle colossali colonne (22 m), che
danno comunque un'idea della dimensione grandiosa dell'edificio originale. Il
vicino Tempio di Bacco, costruito intorno al 150 d.C., è abbastanza ben
conservato. All'esterno dell'area principale c'è il minuscolo e delizioso Tempio
di Venere, un meraviglioso edificio circolare con colonne scanalate.
Bcharré
Il viaggio a Bcharré e ai Cedri, a circa 30 km da Tripoli nell'entroterra, passa
attraverso lo scenario più bello del Libano. La strada sale tortuosamente le
pendici della montagna e, di tanto in tanto, dietro i tornanti compaiono
improvvisamente gole spettacolari. I villaggi di case dai tetti con le tegole
rosse sono appollaiati in cima alle colline o si sporgono pericolosamente dai
fianchi della montagna; a ogni svolta della strada si aprono di fronte agli
occhi splendide vedute di boschetti di olivi, vigneti, valli lussureggianti e
alte vette.
Il villaggio di Bcharré ospita il Museo Gibran, dal nome del famoso
scrittore/artista nato qui e sepolto in un vecchio monastero che domina la
città. Il museo espone una ricca collezione dei suoi dipinti a olio, disegni e
pitture a guazzo, come anche molti dei suoi manoscritti. Se ne può visitare la
tomba conservata nella cappella principale del monastero; nella stessa sala ci
sono una tavola, una sedia e altri oggetti che gli sono appartenuti.
Sopra Bcharré la strada si inerpica verso l'ultima foresta rimasta dei biblici
Cedri, conosciuta nel posto come Arz Ar-rab (i cedri di Dio). Questa è solo una
piccola foresta: un tempo l'albero cresceva in tutto il paese, ma l'intenso
sfruttamento subito ne ha ridotto in modo impressionante la quantità. Alcuni di
questi alberi hanno 1500 anni e oggi il luogo è considerato monumento nazionale.
Sotto Bcharré, la spettacolare Gola di Kadisha ospita le tombe dei primi
patriarchi maroniti, come anche i monasteri costruiti nella roccia. La gola, con
i suoi numerosi sentieri, è un paradiso per gli escursionisti
Zahlé
A circa 40 km da Beirut, nell'entroterra, Zahlé è un'affascinante e attraente
località turistica situata sulle rive scoscese del Fiume Birdawni. Ci sono
letteralmente decine di ristoranti all'aria aperta che costeggiano il fiume
nella parte alta della città. Durante la stagione estiva sono pieni di gente del
luogo, o proveniente da Beirut, che si gode una delle migliori cucine del paese.
Zahlé è anche il posto in Libano dove bersi un 'arak', l'acquavite locale, che è
un brandy fermentato prodotto con i residui della spremitura dell'uva e
aromatizzato all'anice. È un liquore limpido e puro che inebria rapidamente ma,
se gustato a piccole dosi, può essere piacevole.
Beiteddine
A circa 50 km a sudest di Beirut si trova Beiteddine (Casa della Fede), il cui
nome si riferisce al villaggio e al magnifico complesso di palazzi che ospita.
Il palazzo, arroccato su un'altura di 850 m, si erge dal paesaggio circostante
come una visione da favola: una delizia scherezad resa con un gusto italiano
(gli architetti erano infatti italiani). La costruzione del palazzo iniziò nel
1788 e fu completata nei trent'anni successivi, durante i quali l'Emiro Bashir,
il governatore ottomano, diresse i lavori di un monumento che avrebbe riflesso
il potere e la gloria del suo regno. Chi visita Beiteddine deve essere
riconoscente alla mania di grandezza ottomana. Il risultato è uno dei più alti
esempi ancora esistenti dell'architettura libanese del XIX secolo, che neanche
l'invasione israeliana ha potuto distruggere (si calcola che il 90% dei tesori
rari e preziosi del palazzo siano andati persi). La sua grandezza è dovuta in
parte ai tre cortili principali, alle stalle a volta, ai piccoli musei, agli
appartamenti per gli ospiti, alle fontane, ai portali e agli intarsi di marmo e
agli 'hammams' (bagni) a cupola lussuosamente decorati che abbelliscono il
complesso, e in parte alle collezioni di mosaici bizantini. Molti furono presi
dall'antica città di Porfirione e tenuti a Beiteddine come portafortuna durante
la guerra. Sono considerati una delle collezioni di mosaici più spettacolari nel
Mediterraneo orientale, se non nel mondo.
Ogni estate in luglio e agosto, il villaggio ospita un festival che permette
l'incontro eclettico di musicisti, cantanti, ballerini e attori internazionali e
arabi.

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