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TORINO
Museo Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706
C’è
un’altra città nel sottosuolo di Torino. Quando nel 1706 si svolsero
l’assedio e la battaglia di Torino, la città era difesa da una cerchia di
mura, da una cittadella e da una serie di gallerie che furono determinanti a
rendere efficace la difesa. Lo sviluppo urbanistico ha cancellato quasi
completamente le fortificazioni ma ha lasciato pressochè intatta la rete
delle gallerie; lo sviluppo è stimato in 14 chilometri di cui 9
percorribili. Il Museo Pietro Micca documenta gli episodi che si svolsero
durante l’assedio. Dalle sale del museo si accede alla rete di gallerie. La
visita unisce all’interesse per un’opera militare unica al mondo, la
profonda emozione di rivivere episodi in cui gli orrori della guerra sono
stati vissuti da parte dei protagonisti con grande dignità e coraggio.
La storia e “l’episodio” di Pietro Micca
Tra i minatori chiamati a contribuire alla difesa della cittadella di Torino
dall’assedio francese vi era un certo Pietro Micca, nato a Sagliano d’Andorno
nel Biellese (ora Sagliano Micca) il 5 marzo 1677. Aveva dunque 29 anni. In
quanto minatore aveva maturato al suo paese l’abitudine a lavorare
sottoterra e per questo fu destinato alle truppe addette alla difesa delle
gallerie sotterranee della fortezza torinese, che i francesi tentarono più
volte di violare durante i mesi dell’assedio. Veniva chiamato, come molti a
quel tempo, con un soprannome: “Passapertutt”. Nella notte tra il 29 e il 30
agosto 1706 si trovava, con un compagno, vicino ad una porta che sbarrava la
scala di discesa dalle gallerie superiori a quelle inferiori, che
immettevano all’interno della cittadella.
L’episodio
E’ un’azione che si svolge in pochi minuti. Alcuni soldati francesi riescono
a penetrare nella galleria alta, dopo avere sopraffatto gli uomini di
guardia, e cercano di sfondare la porta che dà sulla scala per scendere
nella galleria bassa. La porta sta per cedere sotto i colpi violenti, quando
Pietro Micca vede il compagno in difficoltà nel sistemare la miccia e far
esplodere il fornello, predisposto per sventare l’irruzione dei nemici,
dando ai difensori il tempo di allontanarsi. Senza indugio, allontana il
compagno e dà fuoco alla miccia, troppo corta: l’esplosione quasi immediata
fa crollare la volta della scala e travolge i francesi, ma uccide anche il
coraggioso minatore, che non ha il tempo di fuggire e viene scaraventato
lungo la galleria bassa. Il suo corpo verrà ritrovato a quaranta passi dalla
scala.
L’episodio, anche se non fu decisivo ai fini della salvezza della fortezza e
della città, come da qualche parte si sostenne, testimonia un limpido atto
di eroismo compiuto da un soldato consapevole del suo dovere, ed è divenuto
il simbolo del sacrificio di tutti coloro che difesero la cittadella in
quelle memorabili giornate.
Il museo
Le due sale del museo preparano il visitatore alla visita alle gallerie. I
reperti, i cimeli, le ricostruzioni fanno comprendere come si viveva e si
combatteva a Torino nell’estate del 1706. Le gallerie della cittadella di
Torino hanno tipologie diverse. Le gallerie capitali si diramavano
radialmente dall’interno della cittadella; a loro volta erano distinte in
capitali alte e capitali basse sovrapposte le une alle altre: La galleria
magistrale raccordava le capitali alte mantenendosi esterna al fossato. Le
gallerie secondarie si diramavano dalle precedenti per coprire tutta l’area
di interesse. Infine brevi tratti di galleria di altezza più bassa delle
precedenti servivano per raggiungere i singoli fornelli predisposti per lo
scoppio delle mine.
Museo
Civico Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706
via Guicciardini 7a - 10121- Torino
Tel: 011/546317
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