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| Triora e l'alta valle Argentina | ||
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Centro agricolo importante, il borgo fu duramente colpito dai tedeschi nel 1944 e, col passare del tempo, ha assunto un carattere più turistico. Posto all’inizio dell’abitato, il Museo etnografico ha ricostruito l’ambiente agricolo della zona, articolando nelle varie sale il “ciclo del castagno”, “del vino”, “del latte”, nonché una cucina con gli utensili relativi; inoltre un piccolo giardino botanico mostra l’ambiente naturale della zona. Infine, nel piano inferiore, nelle antiche prigioni, ambiente ideale per crearvi un immaginario antro delle streghe, si conservano i documenti relativi al processo alle streghe: 12 donne e un uomo accusati di stregoneria furono sottoposti a crudeli supplizi. Inviati poi al tribunale di Genova (tutto e registrato fedelmente negli atti), i malcapitati furono condannati al rogo.
Le origini
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TRIORA: museo regionale etnografico e della stregoneria |
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Nel 1558, fu celebrato un processo contro un gruppo di tredici donne, considerate responsabili della carestia che aveva flagellato l’anno precedente la regione. Dopo un processo sommario voluto per iniziativa popolare, le donne, accusate di stregoneria, furono condannate al rogo. Insieme a loro quattro fanciulle e un ragazzo. Le sentenze di morte vennero poi tramutate in pene detentive, da scontarsi nelle carceri genovesi, in attesa dei processi definitivi. Mentre le autorità religiose si palleggiavano per mesi le responsabilità del processo, le streghe si consumavano in carcere e ben cinque di loro morirono. Nulla di certo si sa della sorte delle altre. In quelle carceri è sorto il museo etnografico e della stregoneria. Nei suoi sotterranei non solo sono vive superstizioni e credenze, ma sono presenti riproduzioni di documenti conservati nell’Archivio di Stato di Genova, che narrano fedelmente supplizi tremendi e interrogatori spietati. Ben quattro lugubri sale sono dedicate a questo tragico capitolo di storia locale. In una è stato ricostruito il tradizionale antro della strega, completo di gatto nero impagliato, focolare con pentolone dal contenuto poco invitante, accanto al quale sogghigna sinistramente una strega. Vicino una donna coperta da un camice bianco attende il supplizio sdraiata su un cavalletto. Un’altra sezione del museo, suddivisa in sei sale, è dedicata all’etnografia. Ogni sala rappresenta un ciclo di vita quotidiana. Sono esposti gli attrezzi utilizzati dai contadini, dai mulattieri, dai falegnami, dai panettieri. Una sala è dedicata al ciclo del castagno, per molti anni unica fonte di sostentamento per intere famiglie. In un’altra sala è ricostruita fedelmente una cucina, con il focolare e l’essiccatoio. Un piccolo locale comunicante ricostruisce l’ambiente e il processo di lavorazione del latte e dei prodotti ovini, mentre in cantina botti, tini e fiaschi riportano il visitatore a un’attività, la viticoltura, un tempo tanto praticata. Orario del Museo: tutti i giorni 14.30 -18.00, sabato e domenica 10.30 - 12.00
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Cosa vedere e altri punti di interesse |
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Il
borgo medievale, già feudo dei Conti di Ventimiglia, poi fortezza
inespugnabile della Repubblica di Genova, ha origini remote legate alle prime
battaglie fra opposte fazioni (ritrovamenti archeologici a Loreto, Realdo,
Creppo e Borniga). Cerbero immortale a guardia dei confini liguri, di questa
Repubblica segue le sorti e gli splendori fino all’epoca napoleonica. I resti
delle anche vestigia sono oggi meta del turismo internazionale e fra i più
celebrati della Liguria di ponente. Da vedere i “Carugi” molto caratteristici, seppur danneggiati durante la seconda guerra mondiale, meritano un’attenta visita. Il Castello con i ruderi e il torrione centrale, testimonia la tenacia degli abitanti. Il fortino indicato sulle cartine come “locum iustitiae”, poiché vi si eseguivano le pene capitali, fu posto di dogana con il Piemonte. La chiesa di San Dalmazzo sorge dove un tempo esisteva la fortezza omonima. Punto panoramico dal sagrato. La Collegiata sorta su di un “Fanum” pagano, è ricca di opere d’arte fra cui un quadro di scuola senese (il Battesimo di Cristo) datato e firmato da Taddeo di Bartolo nel 1397. Oratorio San Giovanni Battista, pinacoteca ricca di quadri del Gastaldi e del Cambiaso e custode di una preziosa statua del Maragliano. La chiesa campestre di San Bernardino, è giustamente famosa per i suoi affreschi medievali (scuola del Canavesio). Santa Caterina antica chiesa del 1390 edificata dalla famiglia Capponi. E’ posta a 10 minuti di cammino dal capoluogo. La Cabotina ha un aspetto sinistro, secondo la tradizione in questo casolare si davano convegno le streghe per le loro opere malefiche. San Agostino chiesa seicentesca cara ai Trioresi perché custodisce il gruppo statuario della Madonna della Misericordia, scolpito nel 1841. I Portali lavorati in pietra nera locale, sono molto numerosi e di carattere vario: religioso, nobile ed allegorico. Gli stemmi, tolti in parte all’epoca napoleonica, conservano il loro antico fascino.
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Come raggiungere Triora Auto : Autostrada A10 Genova-Ventimiglia uscita Arma di Taggia, seguire indicazioni per Triora (SS 548). Ferrovia : Stazione di Taggia-Arma o Stazione di San Remo. Aeroporti : Nizza (Francia), Genova, Villanova d'Albenga. Principali distanze Aeroporto di Nice côte d'azur (F) 90 km Φ Il Museo delle streghe Φ Trioria nella storia Φ Cosa vedere Φ Distanze e come arrivare |
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