MONGOLIA

Il deserto del Gobi

            


Meta quasi obbligata dei tour di chi vuole visitare la Mongolia, il Gobi, che letteralmente in lingua mongola significa deserto, si estende per un terzo della superficie del paese e, per una parte, nei territori della Cina del Nord. Il Gobi, contrariamente al concetto di deserto, è formato principalmente da terreni aridi e sassosi ricoperti da arbusti e le dune di sabbia rappresentano solamente il 3% della sua superficie.
Le temperature in tale area superano i 40° in estate e raggiungono i - 40° in inverno, mentre in primavera le tempeste di sabbia la fanno da padrone. La pioggia, molto rara in queste zone, cade ogni due o tre anni. Nel suo interno si trovano dei laghi salati, quali il Orog Nuur e il Böön Tsagaan Nuur, che anche se si stanno lentamente prosciugando, continuano ad essere sufficientemente riforniti da sorgenti sotterranee.

 

Cimitero dei dinosauri, un museo a cielo aperto

           

Dinosauri
La leggenda vuole che il Gobi sia stato creato dal passaggio degli eserciti di Gengis Khan, ma in realtà i numerosi fossili che lo costituiscono, testimoniano la presenza nella preistoria di un vasto mare. Negli anni '20 l'avventuriero americano Roy Chapman Andrews e la sua squadra riportò alla luce oltre 100 dinosauri, tra cui il Protoceratops andrewsi, il Tirannosauro Rex e numerosi Velociraptor. In seguito altre numerose spedizioni ritrovarono altri fossili di dinosauro. Si ritiene che questi mastodontici animali, dominatori incontrastati dell'era Cretacea (70 milioni di anni fà), venissero sorpresi durante le loro azioni di vita quotidiana da tempeste di sabbia o da crolli di dune, oppure che una volta morti, venissero rapidamente coperti da uno strato di sabbia e roccia che li fossilizzava, ciò ha permesso il loro ritrovamento in buono stato di conservazione nei giorni nostri. Gli sciamani,
mitizzando i resti degli antichi scheletri che riaffioravano dal deserto, fecero uso delle ossa di dinosauro durante i loro cerimoniali religiosi per creare le pozioni, in quanto credevano che fossero apportatrici di forza. Tutt'ora il deserto del Gobi è meta di spedizioni di archeologi alla ricerca di tracce del nostro passato; ma è anche possibile ammirare i resti dei dinosauri del Gobi al museo di storia naturale di Ulaanbaatar.

 

2003 La mostra in Italia
Dinosauri fossili del Gobi, dal 7 dicembre al 13 aprile 2003
presso la Fondazione Metropolitan sita nella ex chiesa di San Paolo Converso in Corso Italia ang. S.Eufemia, si terrà la mostra sui Dinosauri, la più grande collezione al mondo di scheletri fossili originali provenienti dal Deserto del Gobi. La mostra è una sorta di viaggio a ritroso nel tempo; vengono presentati 36 reperti fossili, provenienti dal Palaeontological Centre, Mongolian Academy of Science di Ulaanbaatar, Mongolia, che ci riporteranno in un’epoca primordiale, quando sul nostro pianeta vivevano i dinosauri. Questa collezione di fossili è sicuramente la raccolta più importante che sia mai stata presentata sino ad oggi, sia per il numero dei reperti che per la loro rarità. Gli scheletri esposti sono di varie specie e dimensioni. Tra i numerosi reperti; due giganteschi Tarbosauri (oltre 10 metri di lunghezza), parenti coevi dei Tirannosauri americani; i Gallimimi; gli immensi arti superiori del Deinocheiro, dagli artigli lunghi più di 30 centimetri; l’agile scheletro dell’Oviraptor e moltissimi altri ancora. Tra gli scheletri più piccoli: un esemplare di Protoceratopo appena uscito dal nido, un Adrosauro, dinosauro dal “becco d’anatra”, lungo poco più di 30 centimetri, ed in particolare un reperto unico al mondo, l'embrione di un dinosauro carnivoro. Completano la mostra i dinosauri animati, presentati in una scenografia appropriata e fantasticamente primordiale; il famoso Tirannosauro (T-Rex) e la Famiglia dei Triceratopi. Il risultato finale è eccezionale ed estremamente realistico, sembra di essere di fronte a veri dinosauri, in grado di suscitare la meraviglia e la fantasia di ogni visitatore, sia grande che piccino. La mostra è inoltre corredata da didascalie esplicative e fotografie che facilitano ed arricchiscono il percorso espositivo. Il pubblico potrà addentrarsi nella mostra con lo spirito e la curiosità dell’esploratore, alla ricerca di un mondo perduto, che ancora ci affascina.

Fondazione Metropolitan
Orari
: tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00, anche festivi. Chiuso il lunedì.
Ingresso
: Intero 8,00 euro, ridotto 6,00 euro.
Su prenotazione: scuole e visite guidate di circa un ora.
Telefono: 02.860414