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PERÚ
La Señora de Cao, la nuova icona
archeologica del Perù
Il Perù non smette di regalarci scoperte
archeologiche sensazionali, tesori di straordinaria importanza capaci di
sorprendere ancora gli addetti ai lavori, permettendo di ricostruire le
antichissime origini del Paese. Importanti i reperti recentemente riportati alla
luce di civiltà antiche, tra cui Chavín, Paracas, Sechín, Moche, Sicán,
Chachapoyas e Chimu.
Nella regione di Lambayeque e la Libertad, area costiera pianeggiante e
semidesertica nel nord del Perù, sono stati scoperti straordinari reperti uno
dopo l’altro, aprendo così numerosi interrogativi sulle culture preispaniche, ma
che già lasciano immaginare un Perù antico diverso, ancora non del tutto
scoperto.
Appartenente alla cultura Moche, la civiltà più
famosa del Perù antico soprattutto per le sue produzioni artistiche, la Señora
de Cao rappresenta uno dei più importanti ritrovamenti archeologici degli ultimi
20 anni.
Nel complesso archeologico di El Brujo, nel dipartimento di La Libertad, un
gruppo di archeologi peruviani della Fondazione Wiese portò alla luce nel 2005
un corpo in perfetto stato di conservazione di una donna appartenente alla
civiltà Moche e risalente ad oltre 1700 anni fa.
Tutti gli elementi ritrovati confermano l’importanza di questa donna nell’ambito
della propria civiltà: dai disegni geometrici dipinti sulle pareti della tomba,
ai tatuaggi sulle caviglie e sui piedi e quelli sulle braccia raffiguranti
serpenti e ragni (che nella simbologia andina sono attribuiti ad un carattere
semidivino), così come vasi di ceramica, strumenti per la lavorazione del
tessuto e splendidi gioielli in oro e rame.
L´involto funerario trovato nel recinto a tre
metri di profondità era lungo 1.80 metri, largo 90 centimetri e alto 60 cm. Un
équipe di archeologi, antropologi, medici, conservatori tessili e di metalli
hanno partecipato per un anno al delicatissimo compito di slegare il fardello
riesumando finalmente il corpo mummificato di una giovane donna, in perfetto
stato di conservazione, cosa che ha maggiormente stupito gli esperti. Questo ha
permesso loro di stabilire che sarebbe morta tra i venti e i venticinque anni e
che, malgrado la giovane età, avesse ricoperto importanti ruoli all’interno
della società, anche in politica, normalmente esercitati dagli uomini. Inoltre,
il fatto che la mummia sia stata rinvenuta sepolta in un mausoleo all’interno
del tempio, le attribuisce un significato speciale e soprattutto denota
chiaramente l’appartenenza ad alte gerarchie.
La scoperta della mummia rappresenta un importante arricchimento sia per la
ricostruzione di una delle civiltà più creative e pulsanti del mondo preispanico,
sia perché va a congiungersi con il ritrovamento del Señor de Sipán, governatore
Moche rinvenuto nella zona archeologica della Huaca Rajada nel 1987, nel
dipartimento di Lambayeque. A fine anno, verrà inaugurato il museo dove saranno
esposti, non solo gli oggetti ritrovati nella tomba della Señora de Cao, ma
tutti quelli riportati alla luce negli ultimi 16 anni di scavi.
Régulo Gilberto Franco, originario di Cusco, è
l’archeologo della Fondazione Augusto N. Wiese che ha condotto gli scavi che
hanno portato alla scoperta della Señora de Cao, sulla quale ora sono in corso
numerosi studi. Dopo aver ottenuto la laurea in Archeologia presso la Scuola
Accademica Professionale di Archeologia dell’Università Nazionale Maggiore di
San Marco, ha approfondito le sue conoscenze in materia partecipando a seminari
e laboratori. Oltre ad essere autore e coautore di numerosi volumi
storici-archeologici, fu Régulo stesso a dare notizia dell’importante scoperta
della Señora de Cao nelle principali capitali e università americane.
Fonte: Repubb. del Perù Commissione per la Promozione del Perù
Ufficio Stampa PromPerù - Openmind Consulting
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