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TORINO Il Museo Egizio
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MUSEO EGIZIO TORINO
Indirizzo: via Accademia
delle Scienze 6, Torino |
Turisti
a Torino
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LA STORIA DEL MUSEO Il periodo tra la fine del '700 e l'inizio dell' '800 è fondamentale per la crescita del Museo e per tutta l'Egittologia; nel 1799 la spedizione scientifica, al seguito dell'armata napoleonica nella Valle del Nilo, inizia la stesura di una documentazione che fa conoscere in Europa, ambiente, vita, costumi, arte e storia dell'Egitto di età faraonica e di lingua e cultura araba. Nello stesso anno venne alla luce nella località di Rosetta, la famosa stele con scrittura geroglifica, demotica e greca, fondamentale per la decifrazione dei geroglifici. Nel 1822 il francese Jean-François Champollion decifra i geroglifici, ponendo le basi dell'egittologia, la disciplina che studia le antichità dell'Egitto faraonico. A seguito di tali avvenimenti consoli delle varie nazioni d'Europa, viaggiatori ed avventurieri si dedicano alla raccolta di antichità nella Valle del Nilo e cospicue collezioni raggiungono l'Europa. Nel 1824 Carlo Felice di Savoia acquista la collezione di Bernardino Drovetti, un piemontese che si era appassionato alla ricerca delle antichità egizie durante la sua permanenza in Egitto in qualità di Console Generale di Francia. IL MUSEO La scultura più antica della collezione è la statua della principessa Redi, scolpita nella diorite al tempo della III dinastia (2800 a.C.circa). Più numerose e documento eccezionale dell'arte egizia per un periodo di oltre quattrocento anni sono le statue dei faraoni, delle divinità e dei dignitari del Nuovo Regno dalla XVIII alla XX dinastia. Ricordano la grandezza dei faraoni d'Egitto le statue di Thutmosi III e di Amenhotep II, i gruppi statuari di Tutankhamon e del dio Amon e di Horemheb e della regina Mutnegemet, la statua colossale del faraone Sethi II, il gruppo scultoreo di Ramesse II con il dio Amon e la dea Mut e di Ramesse II seduto su trono. Documenti altrettanto importanti sono i papiri e le immagini votive delle divinità, cui erano dedicati bronzetti, iscrizioni, statue e statuette e oggetti di culto. Interessante è la sezione delle mummie degli animali sacri, collegati al culto delle divinità: ibis e babbuini del dio Thot, coccodrilli del dio Sobek, falchi del dio Horo, tori del dio Hapi, pesci della dea Neith, gatte della dea Bastet. I molteplici aspetti della vita quotidiana sono illustrati dalla suppellettile di tipo domestico, che comprende vasellame per la mensa e la conservazione degli alimenti, ceste e cofani per vestiario, letti e poggiatesta, lenzuola e tele, sandali, monili e cibi. Altrettanto cospicua è la documentazione pertinente alle arti e ai mestieri con attrezzi da lavoro, quali zappe, punteruoli, martelli, crogioli di fusione, colori e una classe particolare di oggetti, costituita da schegge di calcare e cocci, usati dagli scribi e dai disegnatori per esercizi, appunti ed abbozzi di disegno. Acquisti e scavi procurano al Museo oltre 30.000 antichità, che integrano il quadro sulla civiltà egizia fornito dalla collezione Drovetti, i cui oggetti provengono per lo più nella zona di Tebe ed appartengono al periodo dal Nuovo Regno all'Epoca Tarda, quando Tebe era stata capitale dell'Egitto e suo massimo centro religioso. Oltre tre secoli di storia hanno reso il Museo Egizio di Torino una delle collezioni egizie più importanti con documenti eccezionali per la ricerca egittologica e con antichità così numerose e varie da fornire un quadro della civiltà egizia dalle origini nel IV millennio a.C. fino al V-VI secolo d.C.. L'esposizione è articolata su tre piani e la visita ai settori più importanti della collezione non è inferiore a 2 ore. Un progetto di ampliamento degli spazi espositivi e di riordino della collezione è in corso per adeguare il Museo al pubblico futuro con maggiori servizi informativi e didattici.
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