|
TORINO Il museo della sacra Sindone
|
|
|
|
Torino :
ostensione della Sindone
|
|
Il Museo nasce nel 1936, per ripercorre le tappe della storia del Lenzuolo e delle ricerche scientifiche che hanno indagato sulla sua immagine, raccogliendo i reperti conservati dalla Confraternita del SS. Sudario. Il Museo propone al visitatore un’informazione completa sulle ricerche sindonologiche dal ‘500 ad oggi, cogliendo gli aspetti storici, scientifici, devozionali ed artistici. Percorso
scientifico Ampio spazio è dedicato ad ulteriori studi: sul tessuto e la sua tessitura, sulle microtracce (pollini, sangue, aloe, mirra, aragonite), sulle indagini medico-legali, sulle impronte delle monete lasciate sul Lenzuolo, sull'analisi iconografica. Di grande rilievo scientifico è la raccolta delle tele utilizzate dai ricercatori per spiegare in laboratorio la formazione dell’immagine sindonica. Le tele sono il frutto degli esperimenti di Paul Vignon effettuati all’inizio del secolo, di G. Judica Cordiglia e R. Romanese negli anni ‘940, di S. Rodante negli anni ‘970-’990 e di P. Baima Bollone negli anni ‘980. Infine, quelle di V. Pesce Delfino, più volte invocate a favore dell’origine manufatta della Sindone, che tuttavia non esauriscono tutte le caratteristiche dell’immagine sindonica, a cominciare dalla inalterabilità nel tempo. Percorso
storico Oggetti di particolare significato sono la cassetta utilizzata per il trasporto definitivo della Sindone a Torino nel 1578 e quella, d’argento, che l’ha conservata a partire dalla fine del ‘500 fino al 16 aprile 1998. Per il periodo anteriore al 1353-56, dopo un accenno al Sepolcro, viene proposta visivamente la teoria, affascinante e suggestiva, della coincidenza della Sindone con il Mandylion, il Volto Santo di Gesù venerato per tutto il primo millennio ad Edessa e poi a Costantinopoli. Supporti
multimediali Percorso
per non vedenti La
confraternita del SS. Sudario e la sua Chiesa Nel 1761-65 in occasione dell’inizio di una nuova attività di tipo catechistico e di "cura religiosa" a favore dei soldati e dei loro familiari residenti nei vicini Quartieri Militari, la chiesa venne aperta al pubblico perdendo la sua peculiarità di oratorio. Fu, perciò, realizzata la facciata, con tutta probabilità di G. A. Paracca, che ripropose lo schema castellamontiano della Sainte-Chapelle di Chambéry, dove la Sindone era conservata nella prima metà del ‘500. Subito dopo venne realizzato il campanile dallo stesso Paracca. Attualmente nell’ambito della Confraternita è attivo il Centro Internazionale di Sindonologia, costituito nel 1959 con decreto arcivescovile, continuando l’attività dei Cultores Sanctae Sindonis, che sin dagli anni ‘30 si occuparono dello studio e della Sindone e della conservazione del Museo. Indirizzo:
Confraternita
del SS. Sudario di Torino via San
Domenico 28
10122 Torino
|
|